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AgustaWestland si aggiudica contratto da 117 milioni di euro in Brasile

AgustaWestland si aggiudica contratto da 117 milioni di euro in Brasile

AgustaWestland, controllata da Finmeccanica, si è aggiudicata un contratto per la modernizzazione di otto elicotteri Lynx Mk21A dell'Aviazione Navale della Marina Militare del Brasile.Il contratto, del valore di oltre 160 milioni di dollari (117 milioni di euro), include nuovi motori, l'ammodernamento dell'avionica di navigazione e di missione nonchè un pacchetto completo di supporto e addestramento comprendente anche un simulatore di volo.Le attività di modifica degli elicotteri inizieranno nella metà del 2015, mentre le prime consegne avverranno alla fine del 2017 e si concluderanno all'inizio del 2019. Il programma di modernizzazione consentirà all'Aviazione Navale brasiliana di migliorare in modo significativo le sue capacità ed efficacia operativa grazie a nuovi sistemi, migliori prestazioni e maggiore raggio operativo."L'assegnazione del contratto, si legge in una nota, rappresenta un'ulteriore testimonianza dell'esperienza e delle competenze di Finmeccanica nel campo degli elicotteri per impieghi navali e rafforza ulteriormente la collaborazione con un importante operatore, quale la Marina Militare brasiliana". Aggiungi commento
Il 2013, un anno meraviglioso per il gruppo Colser-Auroradomus

Il 2013, un anno meraviglioso per il gruppo Colser-Auroradomus

Il 2013 è stato un anno meraviglioso per il gruppo Colser-Auroradomus. Il fatturato nei servizi alle imprese ha fatto registrare un incremento del 7% e quello dei servizi alle persone del 4%: tutto questo attesta l’andamento anticiclico del Gruppo Colser-Auroradomus. l risultati, dovuti a nuove acquisizioni e a rilevanti investimenti, sono stati al centro dell’assemblea tenutasi per la prima volta nella nuova sede di Via Sonnino. “La nostra crescita (131 milioni di fatturato, erano 124 nel 2012 e 121 nel 2011), graduale ma costante, è il frutto di scelte del passato, afferma il presidente Cristina Bazzini, che ci hanno premiato, come la patrimonializzazione dell’azienda. Offrendo serietà e garanzia di risultato il nostro trend di sviluppo è stato costante, consentendoci di retribuire regolarmente i soci (5.252, erano 5.041 nel 2012), pur nel ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, e di tutelare le risorse umane anche in aree economicamente più sofferenti”.La fusione di Aurora con Domus e la costituzione del gruppo paritetico con Colser, cui si sono aggiunte Cofacility, Passoadue e Saltatempo, ha trovato poi coronamento nella nuova sede comune. I traguardi raggiunti nel 2013 riguardano “rilevanti appalti in Toscana, dove Colser era già presente, mentre per Auroradomus è una novità – spiega Bazzini – e nuove acquisizioni in Friuli, dove entrambe erano attive, ma separatamente”.Colser si è anche aggiudicata importanti lotti Consip Facility Management in Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige, l’affidamento dei servizi di sanificazione nei nuovi ospedali di Pistoia e Massa Carrara e l’acquisizione dei servizi di igiene ambientale alla Camera dei Deputati. Bazzini ricorda i futuri obiettivi: “proseguire l’espansione a livello nazionale e continuare nella diversificazione dei servizi, che per Colser significa ambiente e facility management e per Auroradomus sviluppo nel settore sanità e sui mercati internazionali”. Aggiungi commento
Durata massima dell’orario di lavoro: illegittimo l’inasprimento delle sanzioni

Durata massima dell’orario di lavoro: illegittimo l’inasprimento delle sanzioni

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 153 del 15 aprile 2014, depositata il 4 giugno 2014, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 (Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro), nel testo introdotto dall’art. 1, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 19 luglio 2004, n. 213 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, in materia di apparato sanzionatorio dell’orario di lavoro).Il Tribunale ordinario di Brescia, in funzione di giudice del lavoro, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 18-bis, commi 3 e 4, del D.Lgs. n. 66/2003 in materia di organizzazione dell’orario di lavoro. Tale norma è stata introdotta nel provvedimento dal D.Lgs. n. 213/2004, avvalendosi dello strumento della delega correttiva (prevista, nel caso specifico, dall’art. 1, comma 4, della “legge delega” n. 39/2002).Il D.Lgs. n. 66/2003 ha introdotto alcune significative modifiche, prevedendo, in particolare, una sanzione amministrativa da 130 a 780 euro, per ogni lavoratore e per ciascun periodo di violazione (comma 3 dell’art. 18-bis), per le violazioni di cui agli artt. 4, commi 2, 3 e 4, e 10, comma 1, del decreto (fra i quali rientra la disciplina sull’orario di lavoro); la sanzione amministrativa da 105 a 630 euro per le violazioni di cui agli artt. 7, comma 1, e 9, comma 1, del medesimo decreto, ossia le norme che regolano il riposo giornaliero e settimanale (comma 4 dell’art. 18-bis).Le sanzioni amministrative di cui all’art. 18-bis sono senza alcun dubbio più alte di quelle irrogate nel sistema precedente, e ciò implica la violazione del criterio direttivo contenuto nell’art. 2, comma 1, lettera c), della citata “legge delega”.La Corte ha, pertanto, dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18-bis, commi 3 e 4, del D.Lgs. n. 66/2003, nel testo introdotto dall’art. 1, comma 1, lettera f), del D.Lgs. n. 213/2004. Aggiungi commento
Gli infortuni sul lavoro nel Veneto sono diminuiti del 6,7 per cento

Gli infortuni sul lavoro nel Veneto sono diminuiti del 6,7 per cento

Tra il 2012 e il 2013, fa sapere la CGIA, gli infortuni sul lavoro accertati nel Veneto sono diminuiti del 6,7 per cento. A fronte di 49.109 incidenti sul lavoro registrati l’anno scorso, rispetto al 2012 sono scesi di oltre 3.500 unità. A livello provinciale le contrazioni più marcate si sono verificate a Treviso (-11,6 per cento), a Vicenza (-7 per cento) e a Verona (-6,9 per cento).Negli ultimi 5 anni, invece, la flessione in Regione è stata addirittura del 22,5 per cento, con una punta del -27,6 per cento verificatasi nella Marca trevigiana.Oltre ad essere in calo, sottolinea la CGIA, oltre l’87 per cento degli incidenti sul lavoro accertati nel 2013 nel Veneto sono stati di lieve entità, ovvero senza menomazioni per i lavoratori coinvolti. Una percentuale che supera di quasi 2 punti il dato medio nazionale. A livello provinciale, invece, Venezia fa segnare una percentuale di incidenza degli infortuni non gravi sul totale degli accertati addirittura dell’89,3 per cento.“Nonostante gli infortuni e gli incidenti mortali nei luoghi di lavoro siano in calo – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – il numero di queste tragedie rimane ancora troppo alto. Certo, sarà difficile azzerarlo; tuttavia, ritengo che ridurlo ulteriormente sia un impegno che debba riguardare tutti. Le associazioni datoriali e i sindacati dei lavoratori, in particolar modo, devono proseguire nella strada intrapresa in questi ultimi anni, incentivando la formazione e l’informazione dei lavoratori autonomi e dei dipendenti. Solo grazie alla prevenzione e ad una puntuale sensibilizzazione di queste problematiche sarà possibile raggiungere l’obbiettivo di un’ulteriore contrazione di questo drammatico fenomeno”. Aggiungi commento
Sono 7 i miliardi di euro persi ogni anno dalle aziende per tecnologie di stampa inappropriate o superate

Sono 7 i miliardi di euro persi ogni anno dalle aziende per tecnologie di stampa inappropriate o superate

L'indagine nelle aziende con oltre 50 dipendenti operanti nei settori finanziario e retail dei cinque maggiori paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito) evidenzia che, a causa dell'inadeguatezza e dell'inefficienza dei sistemi IT, ogni anno si perdono 24 miliardi di euro, ben 7 dei quali generati da una gestione non corretta delle stampanti o da una scelta non adeguata delle tecnologie di stampa, con influssi negativi anche sulla competitività e sul lavoro delle persone.Commissionata da Epson e condotta dall'Istituto di ricerca indipendente Coleman Parkes Research su 1.250 decision maker dell'area IT, la ricerca ha permesso di rilevare che le interruzioni e le problematiche di manutenzione sono i principali elementi di frustrazione e insoddisfazione per gli impiegati quando si parla di hardware e sistemi IT.Cosa frustra i dipendenti? Gli inceppamenti, la lentezza e la distanza delle stampanti. Prendendo in considerazione le stampanti, le tre problematiche che più frustrano i dipendenti sono: gli inceppamenti della carta, la bassa velocità di stampa e la posizione centralizzata delle stampanti, che obbliga le persone a lasciare le scrivanie per recuperare i fogli. Con il passaggio a un modello di stampa più localizzata si risolverebbero i problemi tipici di questo modello organizzativo che, nonostante i limiti che impone, attualmente è ancora in uso nel 51% delle aziende.Quando invece è stato chiesto quali sono le principali frustrazioni legate alla tecnologia di stampa da un punto di vista aziendale, la situazione cambia e costi e affidabilità balzano in primo piano: il 46% delle società ha indicato nel costo dei consumabili il problema principale; il 43% ha indicato l'affidabilità; il 33% la qualità di stampa.Con così tante aziende che ancora impiegano soluzioni di stampa centralizzata non sorprende che i costi e l'affidabilità siano le prime aree in cui si registra insoddisfazione."E' anche per dare una risposta a queste esigenze - commenta Davide di Scioscio, Business Manager prodotti business di Epson Italia - che in Epson abbiamo sviluppato la tecnologia RIPS, Replaceable Ink Pack System. Le nostre nuove stampanti WorkForce Pro dotate di sistema RIPS abbattono i costi grazie alla presenza di taniche di inchiostro che hanno una capacità di 75mila pagine, fin dalla prima installazione. In questo modo le aziende riducono enormemente i costi legati al magazzino consumabili e alla sua gestione. Le realtà e gli uffici con una media di 2.000 stampe mensili si ritrovano addirittura con la possibilità di coprire l'intero ciclo di vita della stampante con le taniche originali. Oltre al risparmio economico, la nostra soluzione permette di avere anche un impatto ambientale talmente basso da poter essere considerato trascurabile.Ogni lavoratore perde 14,7 minuti al giorno per tecnologie IT inappropriate o superate. Tecnologie inadeguate o superate possono ridurre l'affidabilità del prodotto e gli eventuali guasti o interruzioni costano cari alle aziende: dalle risposte degli intervistati è emerso che ogni dipendente perde mediamente 14,7 minuti al giorno. E se questa sembra una quantità di tempo non eccessiva o trascurabile, prendendo in considerazione il numero complessivo degli impiegati e lo stipendio medio si arriva alla cifra considerevole di 24 miliardi di euro persi per inefficienza, 7 dei quali direttamente legati alla funzione stampa. Una cifra che potrebbe essere notevolmente ridotta mediante l'investimento strategico verso soluzioni di stampa più appropriate e una migliore organizzazione del parco stampanti. Aggiungi commento

AZIENDE & UOMINI

MARKET & FORECAST

1 DOW 16,614.81
+215.14 (1.31%)    
2 S&P 1,941.28
+37.27 (1.96%)    
3 NASDAQ 4,419.48
+103.40 (2.40%)    
4 CSCO 23.51
+0.58 (2.53%)    
5 GOOG 526.54
+5.70 (1.09%)    
6 NOK 8.17
+0.28 (3.55%)    

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