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Inps ed Equitalia contro la Cassazione

Mutui ai dipendenti: la vicenda della Cassa di Lucca

Cassa di Risparmio Lucca Pisa e Livorno evita maximulta da cinque milioni per mutui ai dipendenti erogati dal 1977 al 1993

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La Cassa di Risparmio Lucca Pisa e Livorno ha erogato mutui ipotecari a tasso agevolato ai propri dipendenti tra il 1977 e il 1993. Questa azione ha portato Equitalia a generare una multa all’istituto di credito per cinque milioni di euro. Se da un lato quindi i dipendenti che hanno ottenuto i mutui saranno sicuramente stati soddisfatti, perché hanno trovato delle condizioni vantaggiose, a cui altrimenti si può avere accesso solo dopo avere accuratamente messo Mutuo Arancio e i suoi tassi a confronto con quelli di Barclays, Fineco e degli altri istituti di credito presenti sul mercato.

La vicenda: La maximulta per i mutui erogati ai dipendenti è stata generata da Equitalia per conto dell’Inps. Ma qual è la storia che sta dietro ai 4.794.595 milioni di euro che la Cassa di Risparmio avrebbe dovuto pagare? Tra il 1977 e il 1993 la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno ha erogato mutui ipotecari a tasso agevolato ai suoi dipendenti, e questo fatto avrebbe potuto avere conseguenze molto pesanti sull’istituto di credito.

La riforma del 1995: Secondo l’Inps, infatti, il differenziale esistente tra tasso d’interesse applicato sui mutui dei clienti esterni della banca era molto diverso da quello corrisposto dai dipendenti, in quanto era da considerare alla stregua di una fetta del reddito del dipendente stesso, sulla quale poi venivano calcolati i contributi previdenziali. Quest’ultimo punto è ufficialmente in opera dal 1995, quando la riforma ha stabilito di far rientrare il 50% della differenza fra i due tassi all’interno dello stipendio.

L’ammontare della multa: Lo sfioramento dei cinque milioni per la maximulta era la somma di crediti contributivi e altri importi aggiuntivi, ma la Cassa di Risparmio non ne ha voluto sapere e ha chiesto l’aiuto dei giudici che, per tre volte, le hanno dato ragione. Il ragionamento che ha portato la Cassazione ad annullare la multa e a condannare l’Inps al pagamento delle spese (12mila euro) che la Cassa di Risparmio si è dovuta sobbarcare in seguito all’accusa, è il seguente.

La decisione dei giudici: I giudici di merito, da un lato, hanno stabilito che il tasso agevolato sui mutui dei dipendenti fosse fuori mercato, mentre quelli della Corte di Cassazione hanno concluso che la legge prevede come le cifre che hanno origine nel contratto di lavoro siano da considerare retribuzione. Quindi, la decisione di applicare tassi di favore sui mutui erogati ai propri dipendenti rimane una “autonoma determinazione” della banca, totalmente legittima.

Inoltre, il comportamento adottato dall’istituto di credito non si applica solo ai dipendenti, “praticando le banche una politica di ampia personalizzazione delle tariffe rispetto ai singoli clienti e alle specifiche situazioni concrete”. Quindi “il semplice fatto che la banca avesse previsto, in caso di mutui concessi ai propri dipendenti, l’applicazione di tariffe di un certo favore, non evidenziava di per sé che essa non avesse agito nell’ambito discrezionale delle sue facoltà”.

Anna Rudelli
GIORNALISTA
REDAZIONE ONLINE
Iscritto dal 29-10-2013

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