I dati dell'istat degli ultimi cinque anni raccontano una escalation verso la vacanza compatta
I numeri macro delle vacanze brevi degli italiani
Il cambio di strategie degli operatori turistici spiazzati dalla nuova frontiera della villeggiatura
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Oramai è un dato di fatto. Quasi un italiano su tre ha cambiato radicalmente la propria concezione delle ferie. I numeri sono a dir poco impressionanti: a partire dal 2006 l’Istat ha quantificato in venti milioni venti il numero di italiani che nel corso dell’anno solare ha optato per quella che viene definita “micro-vacanza” o “vacanza-lampo”, due al massimo tre giorni di pernottamento in un luogo esotico o peninsulare. Questo è il formato che ha oramai agguantato e superato la modalità da due settimane di ferie al mare che era stato il caposaldo delle abitudini ferragostane di tutti noi sin dagli anni ’50.
Non parliamo di un semplice frazionamento dei periodi feriali in relazione alla recessione economica, quello che oramai va avanti da un quinquennio è un vero e proprio nuovo modo di concepire la partenza. Il week-end è l’occasione per la prenotazione di un agriturismo nelle splendide colline umbre piuttosto che di un volo oltre confine alla scoperta di una capitale europea. Tutto concentrato, dai prezzi agli spazi ai tempi senza soluzione di continuità, una full immersion nel luogo scelto per il “mordi e fuggi” a caccia di esperienze lontane dalla quotidianità e dalla routine di tutti i giorni.
Il tutto per la gioia delle compagnie low-cost e i gestori di book-travelling. Il risultato è che gli operatori turistici hanno dovuto operare una vera e propria rivoluzione in termini di strategia e offerta; proponendo pacchetti più snelli ed economici in cui non è più la lunga permanenza in periodi prestabiliti a farla da padrone ma il last minute da acquistare il giovedì per partire il giorno dopo senza che il cliente attinga giorni di ferie per concedersi un viaggio col partner o una fuori porta con gli amici. Questo tipo di mercato cresce annualmente dell’8% e non sembra avere alcuna intenzione di arrestarsi per cui non stupitevi di trovare le città piene ad Agosto e semivuote nei week-end a Novembre, non è che nessuno vada più in vacanza, è che la vacanza è cambiata.













