Annunciate nuove politiche sociali in Brasile
La presidente Dilma Rousseff promette riforme a favore delle donne
Nel Paese sudamericano misure contro la povertà, individuate le classi deboli
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La nuova presidente del Brasile, Dilma Rousseff ha annunciato misure contro la povertà e promesso che aumenterà il badget delle politiche sociali del 45%. Già qualche giorno fa aveva dichiarato " dal mio punto di vista , un paese non è ricco se è diffusa la povertà" e comunicato che dei nuovi interventi beneficeranno circa 50 milioni di persone.
Ieri approfittando delle celebrazioni dell' 8 Marzo ha ribadito che la priorità del Governo è quella di sconfiggere la miseria e ha affermato " il volto della povertà brasiliana è il volto delle donne, le famiglie meno abbienti del paese sono quelle ad amministrazione femminile, sono convinta che la lotta al disagio economico debba infuocarsi principalmente sulle donne e i bambini".
Dal suo intervento e dalla sua politica emerge la volontà di continuare il progetto, iniziato da Lula, di creazione di una classe media prevelente all' interno della società brasiliana, ma anche la lotta per l' eguaglianza sussuale. Il tema del maschilismo e della criminalità sono ferite, ancora aperte nell' ex colonia portoghese, per sconfiggerle è necessaria una battaglia che avrà come principi cardine proprio l' infanzia e le donne.
Un bambino affamato è facilmente arruolabile dai Narcos e dalla criminalità organizzata, una ragazza in condizione economiche precarie è esposta al mercato della prostituzione. Per risolvere i problemi è necessario rimuovere le radici che li generano e un tema fondamentale è l' istruzione:
da una parte permette di sviluppare capacità professionali che possono garantire una carriera lavorativa, dall' altra rafforza le mente e tutela parzialmente dalla tentazione di illegalità.
Se Dilma Rousseff vincerà la sua battaglia potremmo davvero considerare il Brasile come un paese sviluppato sia a livello economico che culturale.













