SEI IN LUXSTYLE Style & Hi-Tech Quando il telefonino diventa "cinafonino"

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La tecnologia cinese spopola nel web

Quando il telefonino diventa "cinafonino"

Gli smartphone a basso costo cominciano a fare concorrenza alle grandi case di produzione

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Il cellulare a dimensione di portafogli. Si trattasse di una campagna marketing di una multinazionale sarebbe uno slogan perfetto; il fenomeno “cinafonino” però ha tutt’altri connotati sebbene stia assumendo cifre da boom commerciale. Parliamo ai neofiti del termine e a tutti coloro che si sono chiesti innanzi tutto cosa sia. Il cinafonino altro non è che un telefonino prodotto in Cina, da piccole aziende che si occupano di hi-tech a costi decisamente contenuti. Attenzione però non si tratta di cellulari che si limitano ad ammiccare nelle forme ai cugini più come blackberry ed i-phone. Perché nonostante non ci si trovi a colossi della comunicazione questi telefoni presentano le stesse caratteristiche dei più titolati.

Dal touch-screen al navigatore satellitare incorporato, passando per la funzione tv in digitale terrestre, questi apparecchi hanno ormai raggiunto vette d’efficienza notevole giungendo, con gli ultimi modelli, ad avere attiva la navigazione in modalità 3g per le sim abilitate esattamente come gli originali della Apple. I prezzi? Chiariamo subito che dipende da chi si acquista il prodotto, in linea di principio partono tutti da zone costiere della Cina o addirittura da Hong Kong per cui bisogna tener conto paese per paese dello sdoganamento ma variano dai 60 dollari per i modelli meno accessoriati ai 120 per i “sosia” del nuovo I-phone 4.

Ciò che sorprende poi, al di là dei prezzi accessibili anche per i meno abbienti, è la diffusione capillare degli acquisti su scala globale e le community nella rete. Solo in Italia si contano quattro tra siti e forum interamente dedicati all’assistenza tra consumatori che si scambiano consigli, applicazioni, informazione su modding (l’editing interno del software che gestisce il telefonino N.d.R.), ed altro ancora. Su Youtube poi, ed in tutte le lingue, spopolano i video di presentazione dei modelli da parte di singoli utenti che tessono le lodi del cinafonino in loro possesso e si propongono di aiutare gli altri verso una corretta configurazione. Tenendo conto del fatto che non esistono rivenditori specializzati né campagne sui media tradizionali risulta evidente quanto il passaparola e la rete stiano influendo sulla diffusione capillare dei cellulari a basto costo. Di qui, in conclusione, ci si pone la domanda su quanto attenderanno i colossi come Nokia, Motorola e compagnia cantando a modificare le tariffe dei loro prodotti in virtù di una concorrenza che propone prodotti simili ad un quarto del prezzo di costo. Riuscirà il fattore “marchio” a tenere il passo sul fattore “risparmio”? Non ci resta che attendere, direbbe quel tale.