Il voto arriva dopo sei anni di scontri politici e di piazza che hanno portato alla luce una profonda divisione nel Paese
Yingluck: una giovane donna alla guida della Thailandia
I militari che erano stati coinvolti nella deposizione dell'ex premier, hanno accettato il responso, come pure il leader democratico, Abhisit Vejjajiva, che ha rassegnato le sue dimessioni dalla guida del partito
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Il partito Puea Thai, guidato da Yingluck Shinawatraha ha vinto le elezioni in Thailandia con la maggioranza assoluta dei seggi e ha raggiunto un accordo preliminare con altri quattro partiti minori per formare una coalizione di governo che permetterà alla maggioranza di controllare in Parlamento 313 seggi su 500. Il voto arriva dopo sei anni di scontri politici e di piazza che hanno portato alla luce una profonda divisione nel Paese del sud-est asiatico. I sostenitori di Thaksin Shinawatra, deposto da un golpe militare nel 2006, e il loro partito Puea Thai, si avvierebbero così a riprendere il potere attraverso le urne dopo la fallita rivolta dell’anno scorso che paralizzò il centro di Bangkok e fece 90 morti e 2mila feriti. Le camicie rosse fedeli a Shinawatra sono forti soprattutto nella pianura nord-occidentale e nelle campagne.
Con quasi la totalità dei voti scrutinati, al Puea Thai («Per i thailandesi») di Yingluck vengono assegnati 262 seggi parlamentari sui 500 in palio, mentre i Democratici di Abhisit si fermano a quota 160. Per consolidare la maggioranza assoluta ottenuta dal partito, ha già detto Yingluck, il Puea Thai cercherà però l'appoggio di uno o due partiti minori, nel tentativo di portare dalla sua parte un'altra trentina di seggi. La decisione si è resa necessaria dopo la progressiva erosione della valanga di voti prevista dagli exit poll iniziali, che prevedevano oltre 300 seggi per il partito finanziato da Thaksin dal suo autoesilio a Dubai e sostenuto dalle «camicie rosse» protagoniste delle proteste di Bangkok nel 2010.
I militari che erano stati coinvolti nella deposizione dell'ex premier, hanno accettato il responso, come pure il leader democratico, Abhisit Vejjajiva, che ha rassegnato le sue dimessioni dalla guida del partito. I sostenitori di Thaksin Shinawatra avevano tentato la rivolta l'anno scorso contro la giunta militare con il movimento delle "camicie rosse" che paralizzò il centro di Bangkok, ma che conto' anche 90 morti tra le fila dei contestatori e 2mila feriti. Oggi il trionfo è passato dalle urne. Prima delle elezioni, la sorella Yingluck aveva proposto un'amnistia che permetterebbe al fratello di tornare in patria senza scontare i due anni a cui è stato condannato per corruzione mentre era in autoesilio: l'argomento è un tabù per l'altro campo











