"Chi governa ha il dovere di prendere decisioni anche impopolari, nell'interesse nazionale ed europeo"
Duro monito del Presidente della Repubblica nei confronti del Governo
"Non possiamo più tergiversare di fronte all'imperativo categorico di uno sforzo consistente e costante di abbattimento del nostro debito pubblico, nè restare incerti dinanzi a riforme strutturali da adottare per rendere possibile una nuova, più intensa crescita economica e sociale"
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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia un nuovo duro monito a chi governa il Paese, o si candida a farlo, per prendere "senza indugio" le misure "anche impopolari" per abbattere il debito e rilanciare la crescita.
Napolitano ha parlato all'inagurazione dell'anno accademico al Collège d'Europe di Bruges. Il testo del suo intervento è stato diffuso dal Quirinale.
"Basta tergiversare sulla riduzione del debito e sulle riforme strutturali, ammonisce Napolitano, sia chiaro, ciascuno Stato nazionale membro dell'Eurozona deve fare la sua parte, assumersi fino in fondo le sue responsabilità", ha esortato Napolitano, sottolineando come anche l'Italia debba "certamente" farlo. "La cultura della stabilità finanziaria ha avuto nel mio Paese sostenitori autorevoli e coerenti nell'esercizio delle loro funzioni, ma non ha, per lungo tempo, prevalso", ha lamentato il capo dello Stato. Per questa ragione, "ora non possiamo più tergiversare di fronte all'imperativo categorico di uno sforzo consistente e costante di abbattimento del nostro debito pubblico , nè restare incerti dinanzi a riforme strutturali da adottare per rendere possibile una nuova più intensa crescita economica".
"Si tratta di prove di indubbia durezza, con cui dobbiamo cimentarci e abbiamo in questi mesi cominciato a farlo, ma molto resta ancora da fare, senza indugio. Ciascuno deve fare la sua parte, continua Napolitano, ma tutti insieme dobbiamo rispondere alle domande di attualità e alle questioni di prospettiva che ho prima suggerito. Fin dal momento della nascita e dei successivi primi passi del progetto di integrazione europea. Come italiani, che vantiamo un lungo percorso di costante, determinante sostegno al progetto europeo, rispettiamo ancor oggi l'insostituibile apporto di quei due grandi paesi europei amici e dei loro leaders.
Il Presidente sottolinea la dedizione della Germania alla causa europea ma esprime preoccupazione per quella che appare una riluttanza ad accettare ulteriori, e ormai inevitabili, trasferimenti di sovranità al livello europeo. Napolitano conclude con un appello a concentrarsi sul da farsi nella fase attuale, ma in pari tempo cercando di spingere più lontano lo sguardo per riproporre il discorso sull'Europa alle generazioni più giovani.












