SEI IN ITALIA Satira e Politica Arriva la riforma del catasto

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La riforma sarà a “costo zero” e consentirà altresì l’abbassamento delle aliquote con l’adeguamento dei valori base

Arriva la riforma del catasto

La novità principale è che il conteggio non seguirà più la quantificazione dei vani, bensì gli effettivi metri quadrati, mentre verrà attribuito un peso maggiore alla posizione dell’immobile rispetto alla sua età di costruzione

Il governo punta ora alla riforma Catasto. Arrivano i metri quadrati e questa volta non per fare cassa ma per razionalizzare il settore.

L’obiettivo sarà quello di aggiornare i dati dell’immenso archivio edilizio italiano, adeguandoli alla realtà e ai valori di mercato. La riforma sarà a costo zero: l’adeguamento della base imponibile, spiegano fonti di governo, non potrà che essere accompagnata da una riduzione delle aliquote. Il governo prova così a mettere ordine nella giungla del catasto italiano.

Tra le novità, riequilibrare gli estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia, sostituire i vani con i più moderni metri quadrati e attribuire un peso maggiore alla posizione dell’immobile rispetto alla sua età.

Nel dettaglio, saranno cinque, i criteri guida della nuova riforma del catasto: 1) la costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione; 2) la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari; 3) il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie; 4) il superamento, per abitazioni e uffici, del ”vano” come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la ”superficie” espressa in metri quadrati; 5) la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali.

Il governo prova così a mettere ordine nella giungla del catasto italiano. L'ultimo tentativo era stato fatto nel 2006, quando l'allora governo Prodi presentò un collegato alla Finanziaria per mettere mano in modo organico al catasto, di fatto ancora strutturato con il sistema di categorie e classi introdotto alla sua nascita, con rendite rivalutate l'ultima volta nel 1990, con riferimento al biennio precedente. Ma, la fine anticipata della legislatura, fece cadere il progetto. Il nuovo provvedimento potrebbe adesso arrivare velocemente, proprio per evitare la tagliola di fine legislatura.