Come favorire lo sviluppo nel "Sud del Mondo"
Storia della Cooperazione per lo Sviluppo
Origine della Cooperazione per lo Sviluppo e cambiamento dell'approccio di intervento.
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Quando si parla di Organizzazioni non governative (ONG) e delle strategie di intervento nei Paesi in via di sviluppo (PVS) dobbiamo distinguere due differenti approcci. Il primo ha carattere di assistenza di breve periodo e riguarda situazioni di crisi e di emergenza che richiedono un intervento immediato e risolutivo. Il secondo si inquadra in un percorso di lungo periodo, volto a favorire un reale sviluppo del territorio, attraverso interventi mirati alla costruzione di infrastrutture e servizi di elevata qualità. Da questo punto di vista non bisognerebbe mai prescindere dalla collaborazione, nel vero senso della parola, con le comunità locali, dalle quali c'è tanto da imparare, perchè tutti hanno qualcosa da insegnare, soprattutto se si è custodi di saperi millenari.
Per questi motivi, recentemente si è cercato di allineare i due approcci: all'intervento in situazioni di emergenza si è aggiunta l'azione di lungo periodo, al fine di favorire la successiva ripresa e sviluppo. Questo medoto è definito LRRD (Linking Relief to Rehabilitation and Development) e si fonda, appunto, sulla consapevolezza che tra emergenza e sottosviluppo il confine non è ampio come si possa credere e, anzi, c'è uno stretto rapporto di causa-effetto. Un territorio sottosviluppato rischia di trasformare un evento avverso (una guerra, ad esempio) in una catastrofe e, ugualmente, un contesto di crisi deve essere incanalata verso una prospettiva di sviluppo e crescita di medio-lungo periodo, onde evitare, tra le altre cose, che la popolazione colpita percepisca l'aiuto umanitario come soluzione al problema.
Onde evitare, inoltre, che l'aiuto umanitario sfoci in pure forme di colonialismo e perseguimento di interessi privati, c'è bisogno di una progettazione accurata e approfondita dell'intervento umanitario.













