SEI IN WORLD Europa Il lento ma inesorabile declino del capitalismo

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Nessun Impero dura in eterno

Il lento ma inesorabile declino del capitalismo

Le pareti dell'Europa scricchiolano mentre quelle degli Usa barcollano

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L'economia globale continua il suo lento sgretolamento mentre le nazioni incredule restano a guardare come smarrite in attesa che si profili un qualche miracolo che, retroattivamente osservando la storia, appare difficile delinearsi all'orizzonte, e pian pianino il cancro mortale avanza mietendo le sue vittime: prima la Grecia, adesso l'Ungheria, domani chi lo sa. L'Europa, dal canto suo, consapevole di essersi imbattuta in una trappola (l'euro) senza via di ritorno, è cosciente di non poter fare leva sugli amici d'oltre oceano, anch'essi alle prese con problemi di conti a dir poco mostruosi.

Allora vien da chiedersi di chi sia la colpa di tutto cio', in cosa il mondo occidentale abbia sbagliato, cos'è che è andato storto; non sara' forse che il vecchio continente, uscito da due guerre mondiali, avrebbe dovuto fare tesoro della sua esperienza per ricominciare a costruire un europa solida, salda di principi e di regole che andavano rispettate, anziche' lasciarsi trascinare da un capitalismo scellerato dove il Dio denaro ha sostituito i valori, le culture, la dignita' delle nazioni, favorendo una corsa cieca verso un eccesso di consumismo, sensa rispetto dei reali problemi della societa' e dei popoli? La domanda che vien da porsi pero' adesso è questa: se la crisi economica del 1929 ebbe come conseguenza un conflitto mondiale, quali potranno essere oggi i risultati di questo disastro?