La sfilata-spettacolo festeggia i suoi primi cento anni
A Milano sfila il made in Italy della moda femminile
Milano Moda Donna presenta le nuove proposte di prêt-à-porter femminile per l'autunno-inverno 2012/2013, dal 22 al 28 febbraio.
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Conclusasi la fashion week di New York e Londra e in attesa degli show parigini, l'attenzione degli operatori si sposta su Milano Moda Donna per le presentazioni delle nuove proposte di prêt-à-porter femminile per l'autunno-inverno 2012/2013, in programma dal 22 al 28 febbraio. Le sfilate spettacolo si tengono al fashion hub di Palazzo Giureconsulti e a Palazzo Clerici, al Circolo Filologico e soprattutto al Castello Sforzesco. Il programma prevede 137 collezioni, 72 sfilate di tutti i grandi nomi del made in Italy, 53 presentazioni di marchi e altri 17 su appuntamento. Gli oltre duemila giornalisti assistono alle sfilate dei grandi nomi della moda - tra cui Gucci, Alberta Ferretti, Prada, Blumarine, Giorgio Armani, Ermanno Scervino, Trussardi, Versace, Dolce & Gabbana, Gianfranco Ferré e Roberto Cavalli.
Milano si veste di rosa per una settimana. Ma come funziona questa complessa organizzazione di sfilate nel mondo? La presentazione degli abiti che vestiranno le donne di ogni parte del globo nell’autunno inverno 2012/13 si svolgono prima a New York (6/16 febbraio), poi Londra (17/21/febbraio), ora Milano (22/28 febbraio) e poi Parigi (dal 4 all’11 marzo). Preceduta dalle sfilate di alta moda di gennaio (Roma e Parigi), ma anche da alcuni preshow, il susseguirsi di eventi lascia capire che il mercato della moda rispetta delle regole.
A Copenhagen, dove sfilano prevalentemente stilisti nordici con un pubblico che ama i colori della terre e una donna spesso androgina, si sfila dall’1 al 5 febbraio. A Berlino - un’altra grande piazza - si sfila in gennaio. E poi ci sono gli esordienti: da qualche anno anche Kiev ha acquistato una certa importanza (sfilate a fine marzo).
E quali sono i costi e soprattutto quali i proventi delle sfilate? L’organizzazione di una sfilata comprende almeno quaranta voci di spesa: modelle, parrucchieri, luci, inviti, uffici stampa, truccatori, ecc. Nessuno dice quanto costa. E quanto rende? Basta guardare i bilanci e i fatturati delle grande case di moda per capire che rendono molto. Se oggi il mercato italiano è in flessione si vende in Cina, in Russia o altrove. E se gli abiti si vendono meno si punta sugli accessori prodotti dalle grandi maison (occhiali, profumi, scarpe, borse, pellicce, gioielli). Quello che non tutti sanno è che nel 1912 - cento anni fa - Paul Poiret organizzò nelle capitali europee la prima tournée della sfilata-spettacolo presentando i suoi modelli di abiti con una schiera di splendide indossatrici francesi













