SEI IN WORLD Sud America Approvata legge antiterrorismo in Paraguay

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Qualche mese fa il testo era passato in Senato con due soli no

Approvata legge antiterrorismo in Paraguay

Con votazione unanime, la Camera ha approvato il progetto di legge che introduce nel Codice Penale il reato di terrorismo

Quasi tutti d'accordo, dunque, su questo progetto inviato all'esame del Parlamento dallo stesso presidente Lugo: proprio lui, "che ci aiutò a redigere il rifiuto alla legge antiterrorismo e marciò fianco a fianco con noi nel 2007", afferma sconsolato l'avvocato Juan Martens, della Coordinadora de Derechos Humanos. In realtà sul governo di Asunción hanno pesato le pressioni di Washington. Pressioni indirette, esercitate attraverso il Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale (Gafi), l'organismo intergovernativo creato per combattere il riciclaggio di capitali e il finanziamento del terrorismo. Il Gafi ha stilato una serie di "raccomandazioni" che gli Stati devono adottare, pena la sospensione dei prestiti da parte dei principali istituti di credito.

La legge ora approvata, denunciano gli oppositori, non definisce con precisione che cosa si debba intendere per terrorismo e questo consentirà ai giudici di criminalizzare la protesta sociale, dall'occupazione di terre al blocco stradale. Basti pensare che - secondo un rapporto presentato due anni fa dalla Codehupy - dal ritorno della democrazia al 2005 la magistratura ha garantito l'impunità ai responsabili di quasi tutte le esecuzioni arbitrarie di dirigenti contadini.

Nel gennaio scorso il procuratore di San Pedro, Jorge Kronawetter, ha ordinato l'arresto di una decina di persone, tra cui alcuni protagonisti della battaglia per la riforma agraria, sospettati di aver fornito appoggio logistico al gruppo armato Epp (Ejército del Pueblo Paraguayo). In seguito le accuse si sono dimostrate infondate, ma gli arrestati sono ancora in carcere. Quanto all'Epp, ottimo pretesto per giustificare la repressione delle lotte nelle campagne, la sua reale consistenza rimane un mistero: nonostante lo stato d'eccezione proclamato per un mese in cinque dipartimenti e la mobilitazione di centinaia di soldati e agenti, dei guerriglieri non è stata trovata traccia.