I governi dei maggiori paesi consumatori di petrolio cercano un' alternativa
Una dipendenza pericolosa
La diminuzione delle estrazioni provocherebbe un forte calo della produzione

Dopo le ultime accesissime discussioni relative al bello e maledetto oro nero, seguite dai disastri di cui tutti sono a conoscenza, cominciano a circolare voci che annunciano l’ imminente esaurimento del greggio. Pare infatti che, nella crosta terrestre non ci sia più tutto il petrolio che ci occorre, visti i numerosi consumi a cui ci hanno abituato.
D’altro canto Tony Hayward, l’amministratore delegato della BP, assicura che la fine del petrolio sia solo una stupida leggenda e che nel sottosuolo ci sia più greggio di quanto ne serve. Intanto l’allarme è stato lanciato e si cominciano a contare i rischi a cui si andrebbe in contro laddove il petrolio dovesse venire a mancare. Come è chiaramente prevedibile, in un caso simile aumenterebbe il tasso di disoccupazione e si verificherebbe un blocco della crescita economica.
Inoltre esperti sostengono che il picco del petrolio avverrà intorno al 2015, portando con sé l’ aumento del suo prezzo e colpendo più di tutti il settore dei trasporti. I politici che più di tutti si sentono minacciati da questa catastrofe economica prevista, non fanno altro che augurarsi il superamento dell’ era del petrolio senza però mai adottare effettivamente un’ alternativa di produzione tale da ristrutturare l’ intera economia mondiale. Intanto sempre i soliti esperti annunciano che il solo modo per cambiare le cose sia quello di consumare di meno.









