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Fallimenti, una corsa senza freni

Imprese: non si ferma la corsa dei fallimenti, oltre 3mila in tre mesi

Nel primo trimestre sono state aperte oltre 3mila procedure, il 4,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Lo affermano i dati Cerved, gruppo che analizza le imprese e il rischio di credito

Non si ferma la corsa dei fallimenti. Nel primo trimestre sono state aperte oltre 3mila procedure, il 4,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Lo affermano i dati Cerved, gruppo che analizza le imprese e il rischio di credito. I default si verificano soprattutto nel Centro Italia (+12,7%), dato più alto rispetto alla media nazionale, nel Sud (+6,5%) e nelle regioni del Nord-Ovest (+4,9%).

Tra le imprese più penalizzate dalla crisi economica, ancora una volta ci sono quelle dell’Edilizia. L’andamento prosegue similmente a quanto osservato nel 2011, con un ritmo di fallimenti che raggiunge nel 2012 il +8,4% nei primi tre mesi dell’anno.

Nel Terziario la crisi colpisce il 4,1% delle imprese in più rispetto allo scorso anno. Note positive invece per l’Industria, dove si registra un calo del -7,2% delle imprese in fallimento, pur rimanendo il settore con il più alto “insolvency ratio”, ovvero il numero di default ogni 10mila imprese: 9,8 punti contro una media del 5,5.

Le difficoltà per il sistema delle imprese italiane, evidenziate da un altro trimestre negativo sul fronte dei fallimenti, spiega il Cerved, “sono ulteriormente inasprite dai lunghi tempi dei tribunali: il 17,3% dei fallimenti chiusi nel 2011 fa riferimento a aziende che hanno portato i libri in tribunale prima del 1996 e il 36,4% a imprese che lo avevano fatto precedentemente al 2001”.

“La riforma della disciplina fallimentare - commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group - doveva ridurre il carico di lavoro dei tribunali, escludendo le microimprese dall`ambito di applicazione della legge. L`ondata di nuovi fallimenti aperti a seguito della crisi ne ha però neutralizzato gli effetti: in media, i creditori devono aspettare per la ripartizione dell`attivo circa nove anni dalla dichiarazione del fallimento”.