SEI IN WORLD USA Usa: dazi pesanti per i pannelli solari made in China

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Cina e Stati Uniti ai ferri corti

Usa: dazi pesanti per i pannelli solari made in China

Il Dipartimento del Commercio statunitense (DOC) ha deciso di imporre dazi anche piuttosto pesanti per i pannelli solari made in China, che vanno dal 30% al 249%. Una bella maggiorazione, che rende meno competitivi i prodotti in arrivo dall'Oriente

Ormai non è più un mistero, la Cina, avendo costi di produzione bassissimi, può espandere il proprio mercato in tutto il mondo perché si può permettere dei prezzi che da noi ci possiamo solo sognare. Per contrastare tutto ciò in Europa si discute da anni di imporre dazi doganali più alti per i prodotti cinesi.

In America non ci hanno pensato due volte ed hanno inserito un surplus di tasse, a cominciare dai pannelli solari, perché i laboriosi cinesi ne stanno sfornando in gran quantità in tutto il mondo, ovviamente a basso costo, perché il Governo cinese riconosce dei sussidi. Così, il Dipartimento del Commercio statunitense (DOC) ha deciso di imporre dazi anche piuttosto pesanti che vanno dal 30% al 249%. Una bella maggiorazione, che rende meno competitivi i prodotti in arrivo dall'Oriente.

Negli Usa la decisione di imporre dazi alle merci cinesi è arrivata dopo che un’azienda nazionale, la SolarWorld Industries America, che produce pannelli solari, aveva accusato di concorrenza sleale le celle fotovoltaiche in silicio policristallino provenienti dalla Cina.

I produttori americani applaudono alla rigida presa di posizione del DOC, anche perché alcuni di loro non se la passano molto bene ultimamente. Di parere opposto, invece, si schiera la Coalition for Affordable Solar Energy (CASE), che ritiene tali decisioni molto pericolose per il mercato solare USA. I pannelli cinesi a basso costo, in questi due anni, hanno permesso agli americani di acquistare i loro impianti solari a un prezzo inferiore anche del 50% rispetto agli anni precedenti. Il Paese ha vissuto un vero e proprio boom d’installazioni. Ora i prezzi aumenteranno per tutti, consumatori e installatori, proprio nel momento in cui l’energia solare stava diventando competitiva con l’elettricità generata dai combustibili fossili.

Puntuale e diretta è arrivata la protesta firmata dal ministero del Commercio cinese: "La decisione degli Stati Uniti è ingiusta e la parte cinese è estremamente delusa", ha dichiarato il portavoce del ministero del Commercio Shen Danyang, il quale rincara la dose anticipando che la mossa di Washington danneggerà sicuramente la cooperazione energetica sino-statunitense.