Come i grandi leader creano organizzazioni abbondanti generatrici di senso e di successo
Il perchè del lavoro
Dave e Wendy Ulrich ci mostrano “come” ogni leader può creare significato e valore nel proprio ambiente di lavoro, nel proprio team, nella propria impresa
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Prima di chiedere: "Perché i miei collaboratori non lavorano di più?" Fareste meglio a domandarvi: "Perché i miei collaboratori lavorano?"
Secondo diverse ricerche, il motivo per cui lavoriamo è lo stesso per tutti. Non si tratta solo di denaro, ma della ricerca di un senso. Attraverso il lavoro ci sforziamo di dare uno scopo alla nostra vita, di contribuire a qualche cosa, di stabilire un contatto con gli altri. Cerchiamo valore e speranza.
Questo è il presupposto, semplice ma profondo, che ispira il libro di Dave Ulrich, celebre esperto di management, e di Wendy Ulrich, psicologa, che hanno parlato con migliaia di persone (semplici impiegati, clienti e consumatori, numeri uno in azienda) e sintetizzato i risultati di ricerche compiute in diverse discipline per identificare il "perché" che sta alla base delle nostre esperienze di successo. Utilizzando il modello dell'organizzazione generatrice di abbondanza, Dave e Wendy Ulrich ci mostrano "come" ogni leader può creare significato e valore nel proprio ambiente di lavoro, nel proprio team, nella propria impresa.
Seguendo passo a passo il cammino proposto dagli autori, il lettore potrà innescare una reazione a catena dai durevoli effetti positivi. I dipendenti che trovano significato nel lavoro che svolgono sono più competenti, più impegnati e più desiderosi di portare il proprio contributo: un atteggiamento che determina a sua volta un maggior coinvolgimento del cliente e consente all'azienda di ottenere una performance economica di successo.
Il perché del lavoro comprende checklist mirate, questionari e altri strumenti pratici che consentono al lettore di trasformare le proprie aspirazioni in realtà. Sapere perché lavoriamo equivale a sapere come avere successo.
Thinkers 50 (la prestigiosa classifica dei personaggi più influenti nel management e nel marketing) ha segnalato Dave Ulrich ai primi posti, assieme a Clayton Christensen, Don Tapscott, Michael Porter, Henry Mintzberg, Gary Hamel, Richard D'Aveni, Seth Godin, Stephen Covey, Jonas Ridderstråle...














