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L'Onu chiamata a decidere sul traffico di armi

New York: al via la Conferenza per il Trattato sul Commercio di Armamenti

Ogni minuto un persona muore a causa dei conflitti armati nel mondo. E' tenendo a mente questo terribile dato che a New York ha preso il via la Conferenza per il Trattato sul Commercio di Armamenti, tesa a realizzare un quadro normativo internazionale sul delicato ed importante settore

Si è aperta presso il quartier generale delle Nazioni Unite di New York la Conferenza per il Trattato sul Commercio di Armamenti, tesa a realizzare un quadro normativo internazionale sul delicato ed importante settore.

Negli ultimi 10 anni, secondo il SIPRI, sono state vendute armi per 251 miliardi di dollari, passando dai 20 miliardi di dollari del 1991 ai 30 del 2011, di cui molte dirette (in un modo o in un altro) verso aree di crisi o di conflitto. Per quel che riguarda solo l’Italia, infatti, le nostre esportazioni sono passate dai 239 milioni di dollari del 2001 ai 1.046 del 2011.

L’obiettivo è di fissare regole giuridicamente vincolanti per il commercio internazionale d’armi e di introdurre controlli severi per le esportazioni e altre attività transfrontaliere. Il trattato dovrebbe contribuire a rendere questo genere di commercio più responsabile ed aiutare così a ridurre un po’ la sofferenza umana. La speranza è soprattutto di riuscire a porre fine al commercio illegale di armi.

Amnesty ha dato qualche numero. Almeno 1.500 morti al giorno a causa delle armi. Ventisei milioni le persone costrette a abbandonare tutto a causa della guerra. Almeno 12 miliardi i proiettili prodotti ogni anno. Il fatto drammatico è che ancora oggi 2012 non esiste al mondo un piano per regolare il commercio in questo settore, a differenza di ogni altro settore merceologico planetario.

"In Siria, Sudan e nella regione dei Grandi Laghi in Africa, il mondo assiste continuamente agli effetti terribili del commercio delle armi irresponsabile e non trasparente. Quanti milioni di persone devono ancora essere uccise prima che i leader mondiali si sveglino e prendano decisioni per mettere davvero sotto controllo gli scambi internazionali di armi?", afferma Brian Wood di Amnesty International. "I negoziati sul Trattato per il commercio delle armi sono per i leader politici un test per affrontare la realtà e concordare regole che pongano fine a traffici irresponsabili che alimentano gravi violazioni dei diritti umani".